Catania - Scuola di Italiano per Immigrati

 chiusura dell’anno scolastico 2014/2015

 

Da Riforma 26/2015

Salvatore Rapisarda

Abstract:

 giovedì 11 giugno 2015 svolta “Festa” per la conclusione dell'anno scolastico della scuola di italiano per immigrati.

 E’ una scuola attiva dagli anni '80, le lezioni vengono svolte presso i locali della chiesa battista di via Capuana a cura di volontari/e evangelici, cattolici, semplici laici aconfessionali. Dal 2012 la gestione della scuola è curata dall'associazione CataniaInsieme la quale ha fino ad ora usufruito di donazioni e di contributi dell'OPM valdese. I frequentatori della scuola provengono in genere dai paesi africani: sono fuggiti dai loro paesi natii per motivi diversi, ma tutti sono accumunati dalla speranza che conoscendo meglio la nostra lingua possono più facilmente inserirsi nella nostra società.

 

Grande partecipazione di immigrati e di residenti alla cerimonia di chiusura dell’anno scolastico della scuola di italiano per immigrati, tenuta a Catania l’11 giugno.

Degna cornice di questo evento, in cui si consegnavano gli attestati di partecipazione e di profitto a quanti hanno seguito i corsi di italiano, sono stati i locali della biblioteca Navarria-Crifò, in via Naumachia. Non è stata una manifestazione seriosa e compassata, come il luogo avrebbe suggerito, ma gioiosa e anche rumorosa con ritmi e balli al suono di tamburi africani. Non poteva mancare la cena con frutta, molta frutta, come a supplire le carenze dei centri di accoglienza che forniscono pasti monotoni a base di amidacei, spesso mal cotti e peggio conditi.

Non solo, dunque, adempimenti scolastici, balli e cene, ma anche ulteriore occasione di conoscenza reciproca dove si apprende che molti giovani coltivano il sogno di studiare in Italia per conseguire una professionalità che è stata negata nei loro paesi d’origine. Che dire del giovane che testimonia della sua voglia di studiare, ma che per mancanza di risorse finanziarie ha dovuto interrompere gli studi con l’unica prospettiva di andare sotto le armi, in un esercito che viola i diritti umani? Che dire dei giovani che sono stati inviati, con forti indebitamenti dei loro familiari, con l’impegno di lavorare per restituire quanto è stato loro prestato?

Che dire del dolore che si prova nel doversi mordere la lingua per non dire parole che potrebbero spezzare sogni e deludere aspettative di tante giovani vite? Di fronte agli immensi bisogni del mondo dell’emigrazione sembra saggio fare un passo alla volta, confrontarsi con chi guardi negli occhi, fare per lui o per lei quel che le tue forze e quelle di chi condivide i tuoi sentimenti ti consentono di fare.

 

L’11 giugno si è coronato un altro anno di attività dell’associazione «CataniaInsieme», che ormai da diversi anni si impegna in attività volte non solo all’insegnamento della lingua ma, soprattutto, a creare un clima di reciproca conoscenza e comprensione, guardando alla costruzione di una società multiculturale in cui le diverse componenti siano occasione di arricchimento reciproco.

L’attività volta a insegnare la lingua italiana affonda le sue radici negli anni ’80 del secolo scorso. Allora, volontari della chiesa battista e della chiesa valdese, e non solo, incontravano gruppi di profughi eritrei, prevalentemente donne, per aiutarle a leggere e scrivere la nostra lingua. Col crescere vertiginoso dell’immigrazione e con l’esigenza di conoscenza della lingua italiana in vista del permesso di soggiorno la richiesta di corsi di italiano si è fatta sempre più pressante. Battisti, luterani, valdesi, cattolici e diversamente credenti si sono man mano aggregati per rispondere alle esigenze di una domanda che non può rimanere inevasa e per il bisogno di costruire una società nuova.

Per meglio strutturare le attività e per dare sostegno e continuità alla scuola di italiano, nel 2012 viene costituita l’associazione «CataniaInsieme», che intercetta il contributo di volontari e volontarie e aiuti finanziari dall’otto per mille valdese, da offerte della comunità luterana di Sicilia, dalla chiesa battista che mette a disposizione i suoi locali e da donatori e donatrici locali, impegnati a fornire continuità alle lezioni.

Catania sta diventando un nodo cruciale nel rapporto con i migranti. Sono innumerevoli quelli che approdano al porto e sulle coste catanesi, anche se nel passato alcuni vi hanno perso la vita a pochi metri dalla salvezza. Ancora più rilevante è il ruolo che si gioca a Catania con il trasferimento in questa città della base operativa dell’Agenzia europea per i migranti (Frontex). Sarà necessario vigilare perché questa agenzia non si qualifichi per un’attività di rigetto, ma piuttosto come attività per un corretto esame delle esigenze e delle richieste di asilo.

Grande è il compito che ci sta davanti, e ci soccorre la preghiera, affinché il Signore mandi operai disposti a impegnarsi perché all’orrore delle cause che creano emigrazione si possa rispondere con giustizia, nel rispetto dei diritti umani.