SEGREGAZIONE NEL SUD DEGLI STATI UNITI

 

Separati, ma Uguali?

La politica di segregazione nelle regioni meridionali degli Usa era un’eredità dello schiavismo in vigore fino al 1865, anno in cui venne abolito dal XIII emendamento alla Costituzione.

Da quel momento in poi, nel Sud connotato da un forte razzismo (al contrario del Nord, i cui Stati furono i paladini dell’abolizionismo) presero forma alcune norme locali, dette “leggi Jim Crow” (nomignolo dispregiativo usato per indicare gli afroamericani) che diedero vita a un sistema in cui i neri erano considerati “separate but equal”, “separati ma uguali”: gli afroamericani erano confinati in appositi settori, non solo sui mezzi di trasporto, ma in tutti i luoghi pubblici.

Segregazione.

Vittime di continue umiliazioni, erano tagliati fuori dalle scuole migliori e da molte professioni, oltre ad avere salari inferiori ai bianchi.

Ogni Stato elaborava, inoltre, cavillosi espedienti per impedire loro di votare (il pieno diritto al voto arriverà solo nel 1965 con il Voting Rights Act, che insieme al Civil Rights Act abrogò le Jim Crow laws).

L’unico “lato positivo” della segregazione fu che la popolazione nera, godendo dell’uso esclusivo di molte chiese, bar e saloni di bellezza, poté pianificare importanti forme di resistenza al riparo dagli occhi dei bianchi.