LA FAMIGLIA – LE FAMIGLIE

 

Seminario del MFEB presso il C.E.B. di Rocca di Papa

 

Il Movimento femminile evangelico battista (Mfeb) ha tenuto, dal 3 al 5 novembre, presso il Centro evangelico battista di Rocca di Papa, uno stage dal titolo «La famiglia – le famiglie».

L’incontro ha dato alle frequentatrici dello stage ampie opportunità di riflettere su un argomento di grande attualità. Come credenti e come donne siamo coinvolte in prima persona nella riflessione sui nuovi contesti sociali e culturali che danno alla famiglia una molteplicità di assetti, a volte vissuti come una minaccia per la famiglia «tradizionale».

Hanno partecipato in veste di relatrici la past.ra Ioana Ghilvaciu, la dott.ssa Roberta Lombardi ( psicologa ), la pastora Silvia Rapisarda e l’avvocato Stefania Consoli; le quali con le rispettive competenze hanno contribuito a narrare il percorso socio-culturale ed etico compiuto dalla famiglia nel corso dei secoli, dei millenni.

 

Stefania Consoli ha illustrato l’argomento sotto l’aspetto giuridico, mettendo in evidenza l’anno 1975 come tappa fondamentale nell’ordinamento giuridico italiano, mediante la «prima riforma del diritto di famiglia»; una risposta coerente ai cambiamenti etici dettati da una comprensione di famiglia basata su principi di uguaglianza tra coniugi e sull’abbattimento di discriminazioni tra figli legittimi e figli naturali (nati al di fuori del matrimonio), che il prima il codice civile definiva figli illegittimi.

Inoltre sono state evidenziate ulteriori tappe: dalla legge sul divorzio alle norme in materia di separazione e affidamento dei figli, dalla procreazione assistita alle adozioni. Il rapporto fra coniugi è stato regolamentato sino a renderlo quasi del tutto paritario. Tuttora, manca l’approvazione della legge che permetta di dare alla prole il doppio cognome o perlomeno lasciare libertà di scelta. Di recente sono stati attuati provvedimenti che disciplinano la convivenza al di fuori del regime di matrimonio: «la convivenza di fatto» (sia tra un uomo e una donna sia tra due persone dello stesso sesso) e «l’unione civile tra persone dello stesso sesso».

 

Roberta Lombardi ha guidato in un confronto sulla nostra idea di famiglia e sulle teorie sociologiche in materia.

 

La pastora Silvia Rapisarda ha fornito ampio materiale tratto da testi biblici.

Ha evidenziato in primis che il modello familiare proposto nelle narrazioni bibliche è di tipo patriarcale.

Alcuni esempi specifici: Abramo, come primo patriarca e capo famiglia, pur di salvare la propria vita non esita a cedere sua moglie Sara a re stranieri; Abramo inoltre vive un modello di famiglia che gli permette di unirsi a una delle sue schiave, pur di assicurarsi la progenie.

A questo proposito sorge – a noi moderni - una seria riflessione inerente l’attuale legge sulla procreazione medicalmente assistita, laddove viene giudicata contro natura e non confacente al modello biblico poiché sottoposta a interventi mirati a rimuovere le cause che ne impediscono la procreazione. All’interno del nostro contesto, l’episodio di Abramo assumerebbe certamente un atto al di fuori della legalità con conseguenze anche penali.

 

La Bibbia cita ancora come normali i matrimoni contratti all’interno del proprio clan: Giacobbe parte per raggiungere sua cugina e sposarla, ma essendosi innamorato dell’altra sorella, le sposa entrambe. Abbiamo quindi un esempio di famiglia poligama oltre che patriarcale.

Alla luce di queste narrazioni e di altre non citate in questo breve report, la pastora Rapisarda ha sottolineato che la Bibbia non ci fornisce un’etica famigliare standard, ma invece quello di una famiglia che si declina nel tempo. «Essa attiene all’ordine orizzontale della storia e delle culture e non a quello verticale di Dio».

 

Passando al Nuovo Testamento, è stato evidenziato che la famiglia non è al centro del messaggio di Gesù: egli è venuto per manifestare il regno che viene. Gesù stesso ha lasciato la sua famiglia e addirittura entra in conflitto con essa (Mc 3, 21). Nel corso del suo ministero Gesù, sollecitato a dare il proprio giudizio su questioni inerenti la famiglia, evidenzia che la propria autonomia e autorità non derivano dalla legge.

 

 

Testimonianze.

Nel pomeriggio di sabato si è accolta la testimonianza di una mamma affidataria, come pure di un’esponente di famiglie adottive; infine, un ulteriore intervento della presidente e fondatrice della «Famiglia arcobaleno» che, accompagnata dalla sua compagna e dai loro due figli, ha fornito una testimonianza preziosa per superare stereotipi e pregiudizi.

La pastora Ioana  Ghilvaciu ha curato la parte liturgica e le predicazioni tratte da Luca 11, 28 e da Marco 3, 35. Citando alcuni passaggi della predicazione, Gesù dice: «Chiunque avrà fatto la volontà di Dio, mi è fratello, sorella, madre». I confini della famiglia tradizionale come quelli della vita con Gesù si allargano. Quelli della famiglia tradizionale non sono più sufficienti per reggere l’annuncio del Regno che viene.

 

 

Dora Lorusso

 

 

 

( il report è ripreso da Riforma n. 46 del 2017 )