Il Giugno c.a. il Signore ha chiamato a se il pastore Liberante Matta. Era stato dal 07 Novembre 1959 al 27 luglio 1968 pastore della chiesa battista di Catania.

 

Era nato a Palermo il 10 gennaio del 1925 per poi nascere di nuovo con il battesimo il 7 ottobre 1944.

Ha iniziato il suo pastorato ufficialmente nelle chiese battiste nel 1956, ma da anni curava le chiese di Messina, Napoli e poi Torino della UICCA. Ha curato, in seguito, le chiese di Ragusa, Ronciglione, Catania, Trieste, Pordenone e Marghera.

La sua è stata una lunga vita al servizio di Dio. Anche se in emeritazione, curava da ben 27 anni per RAI Regione ( Friuli ) una rubrica evangelica, trasmessa da RAI 1, che aveva un seguito di 75/80.000 ascoltatori (dati RAI). Il pastore Matta è stato anche direttore del Villaggio della Gioventù.

Con serena tristezza i fr. / le sor. lo salutano e lo affidano nelle mani di suo Padre. Dio lo custodirà fino al giorno della risurrezione.

Un abbraccio riconoscente a Sidonia Benedetti, sua compagna, e ai suoi due figli Raoul e Tristano. I funerali sono stati celebrati il 27 Giugno – ore 10.00 – presso il cimitero evangelico di Trieste.

 

Anche se sono passati tanti anni dalla sua partenza da Catania molti – fra gli anziani – della chiesa lo ricordano. Per chi scrive queste brevi note il ricordo del past. Matta è molto vivo e nitido: è stato il primo pastore evangelico del quale ha udito la predicazione della Parola. In effetti era un ottimo predicatore e una persona molto aperta e disponibile, oltre che un brillante affabulatore.

 

Alleghiamo a queste note un contributo del pastore emerito Salvatore Rapisarda pubblicato su Riforma e sulla pagina

http://riforma.it/it/articolo/2016/06/28/ci-lascia-il-fratello-liberante-matta

 

di Riforma.it :

Un lungo ministerio che passa anche attraverso i microfoni di una radio

 

Un affetto che data dal 1963 mi ha legato ininterrottamente a Liberante Matta. In quell’ anno feci il mio primo ingresso nella chiesa battista di Catania ed ebbi modo di apprezzare la cordialità di Liberante, nonché la sua eloquenza dal pulpito. Ricordo ancora alcuni passaggi delle sue predicazioni, sempre incisive e attuali, apprezzate da un numero considerevole di giovani miei coetanei e come me in ricerca, provenienti da diversi contesti ecclesiastici. Come dimenticare che nel maggio 1964 fu Matta a ricevere la mia testimonianza battesimale? E come dimenticare che nel settembre dello stesso anno fu lui ad accompagnarmi con preghiere e abbracci alla stazione ferroviaria in occasione della mia partenza per la Scuola teologica di Rivoli? Quanto qui ricordato può bastare per tracciare la figura di un pastore capace di discernimento, capace di scorgere e incoraggiare le vocazioni quando sono ancora all’interno di un involucro che deve essere aperto.

 

I miei spostamenti tra la Scuola teologica di Rivoli e il Seminario teologico – Facoltà teologica di Rüschlikon in Svizzera mi tennero per parecchi anni lontano da Liberante Matta, ma non per questo distante da un sentimento di fraternità che si rinnovava continuamente. Si rinnovava ancora di più quando nel 1970 venni chiamato a svolgere il mio ministero pastorale a Catania, nella stessa chiesa in cui Matta aveva esercitato quel ministero che tanto giovò alla mia fede.

 

Più tardi Liberante Matta eserciterà il suo ministero a Trieste, tra l’altro come predicatore nella chiesa metodista e in quella luterana, e come conduttore di programmi radiofonici centrati sull’ evangelo. A Trieste, nel 2008, Matta mi volle come predicatore in occasione del suo 60° di matrimonio con la cara Sidonia. Come non rispondere con gioia? Come non rimanere particolarmente colpito dall’affetto che fratelli e sorelle delle chiese venete e friulane, con in prima fila il coro venuto a Pordenone, esprimevano alla coppia festeggiata?

 

Il Signore che ha chiamato a sé Liberante Matta voglia colmarlo di tutte le sue benedizioni, guarire le sue ferite e asciugare ogni lacrima dai suoi occhi. Solo il Signore della misericordia e della vita può fare infinitamente di più di quel che noi possiamo sperare e augurare. Sia questa speranza di conforto a figli, nipoti e nuore di Liberante, a cui vanno le mie più vive condoglianze.”

 

2016 – 07- 01