Seminario di formazione su violenza contro le donne

 

 

Rocca di Papa. 28 Aprile-1 Maggio 2017

 Stefania Consoli

 Da Riforma 21/2017 del 23/05/2017

 

I dati sulla violenza maschile contro le donne, tra femminicidio, stalking, persecuzioni cyberg, sono allarmanti e non accennano a diminuire.

Il Movimento femminile evangelico battista (Mfeb) ha pertanto deciso di proseguire il lavoro su donne e violenza in una forma ancora più incisiva e approfondita promuovendo il seminario «La violenza maschile contro le donne: radici pratiche di sensibilizzazione, progetti e proposte per le chiese».

Affidato alla sapiente e preziosa conduzione della pastora e teologa Elizabeth Green, affiancata dall’educatrice Elisabetta Meloni, si è svolto dal 28 aprile al 1 maggio nel Centro evangelico battista di Rocca di Papa (Rm).

Circa 25 donne evangeliche da tutta Italia hanno affrontato con serietà e passione quattro giornate intense e fitte di contenuti e spunti, secondo un percorso che ci ha portato a ragionare su noi stesse, sul nostro vissuto e sulle ragioni della violenza maschile.

 

Violazione diritti umani.

Come evidenziato dalla Conferenza mondiale di Pechino, la violenza degli uomini sulle donne è una vera e propria violazione dei diritti umani fondata sull’appartenenza a un genere. La Convenzione di Istanbul riconosce che la violenza contro le donne è una manifestazione di rapporti di forza diseguali tra i sessi che hanno portato alla dominazione sulle donne, alla loro discriminazione e ne hanno impedito la piena emancipazione. Ancora oggi, quando da una società patriarcale anche sotto il profilo normativo si è passate a una trasformazione dello status giuridico della donna con leggi che sanciscono la parità e puniscono aspramente i fatti di violenza, il patriarcato sopravvive e in modo subdolo assume altre forme meno riconoscibili ma altrettanto pericolose.

Il patriarcato nell'Antico Testamento.

Dopo questo breve e incisivo incipit di tipo storico-sociologico il nostro studio si è concentrato soprattutto sulla relazione tra violenza maschile contro le donne e cristianesimo. Dio si rivela nella storia umana per redimerla, le Scritture di conseguenza nascono in società patriarcali e per questo esse ci riportano episodi di violenza, abuso e discriminazione contro le donne presenti a volte anche a livello metaforico.

 

Il cristianesimo perpetua la diseguaglianza uomo-donna?

Ed ecco che il cristianesimo diviene strumento di perpetuazione e spesso di giustificazione di rapporti di forza diseguali tra uomini e donne. Secondo un’impostazione teologica a lungo dominante, nel rapporto marito-moglie, uomo-donna, si ripropone la relazione tra Dio-Israele e Cristo-chiesa. E tuttavia la relazione tra Dio e Israele è connotata dall’infedeltà e dalla disobbedienza di Israele e dunque la donna, tentatrice e peccatrice, è meritevole di punizione. E anche quando si riconosce nella donna una vittima, in nome dell’amore e del perdono ci si aspetta che essa perdoni e taccia.

 

Corretta lettura delle Scritture

Le Scritture però, lette attentamente, ci rivelano prima di tutto che la violenza non è mai gradita a Dio. Non solo. Sia le donne sia gli uomini sono fatti a immagine e somiglianza di Dio (Genesi 1, 27), Dio esalta le «umili» come Anna e Maria e sceglie coloro che socialmente sono prive di potere per svergognare coloro che invece hanno potere (1 Cor. 1, 26-30).

Gesù, modello di vita

Gesù incontra tante donne (la donna con il flusso di sangue, la donna curva, la donna sirofenicia, la donna adultera), che da questo incontro escono rafforzate e integre. Lo stesso Gesù rimane l’esempio di un uomo che si rifiuta di ricorrere alla violenza e sceglie semmai di subirla e mai di infliggerla.

 

Valutazione e ringraziamenti

Difficile rendere la ricchezza degli spunti teologici offerti alle partecipanti nel corso di queste giornate.

Difficile restituire la predicazione della pastora Green: una bellissima e intensa immagine della donna adultera da donna inizialmente «oggetto/pretesto» usato dagli scribi e farisei per sfidare Gesù a donna finalmente soggetto degno e integro rimessa da Gesù al centro della scena. Quattro giorni intensi ed edificanti, dunque.

Un percorso di studi che esige di essere approfondito e ampliato anche attraverso il confronto con la riflessione maschile. Un grazie alla pastora Gabriela Lio, alla presidente della Fdei Dora Bognandi, a Gianna Urizio e a Simone Caccamo che sono intervenuti all’incontro. Riconoscenti anche alla direzione e alla staff del Ceb di Rocca di Papa, impeccabili nell’accoglienza, attendiamo fiduciose una seconda occasione di incontro.