ANCORA A MALTA I PROFUGHI SBARCATI IL 9 GENNAIO 2019

 

Il 9 Gennaio 2019 l’attracco a Malta della Sea Watch 3 e della Sea Eye, con a bordo complessivamente 49 persone salvate al largo delle coste libiche il 22 e il 29 dicembre 2018, sbloccò una situazione di stallo durata diversi giorni.

In Italia si scatenò un putiferio politico. Alla fine nel braccio di ferro tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il vice Matteo Salvini sembrò prevalere Conte, con l’annuncio che una quota di rifugiati (non più di 10, 15 persone) sarebbe stata accolta in Italia dalla Chiesa Valdese, “senza oneri per lo Stato”.

Ad oggi, 7 febbraio 2019, la FCEI e la Diaconia Valdese non sono state ancora contattate dal Viminale e dal 9 gennaio non si hanno notizie di queste persone che ancora si trovano a Malta.

Secondo Paolo Naso ( coordinatore di MH), intervistato da “Famiglia Cristiana”, ciò dipende da due fattori:

A) Malta avrebbe chiesto di prendere non solo i 49 della Sea Watch, ma anche altri 200 profughi ( pare che siano 280 ) che erano arrivati con missioni precedenti e che non erano stati ricollocati.

B) c’è ancora una dialettica fra la Presidenza del consiglio e il vice premier Salvini: una linea pragmatica, quella di Conte, e una linea ideologica quella di Salvini.

Per inciso Francia, Germania, Lussemburgo, Olanda hanno già accolto una parte di tali migranti, secondo gli accordi a suo tempo stipulati.

 

Ricapitoliamo le vicende.

La Sea Watch 3, nave della ong tedesca Sea Watch che batte bandiera olandese, aveva soccorso 32 migranti al largo delle coste libiche il 22 dicembre. Nelle ore successive al soccorso, il comandante della nave aveva chiesto a diversi paesi europei – Italia, Malta, Spagna, Grecia – e alla Tunisia di poter attraccare in uno dei loro porti, ricevendo risposta negativa.

Il 29 dicembre un’altra nave umanitaria tedesca, la Sea Eye, aveva soccorso 17 persone al largo della Libia e si era rifiutata di consegnarle alla Guardia costiera libica perché, secondo la ong, sarebbe stata una «violazione delle leggi internazionali».

La situazione era poi rimasta bloccata per giorni, con alcuni sindaci di Paesi Bassi, Germania e Italia che avevano dato la loro disponibilità all’accoglienza. Il 2 gennaio Malta aveva concesso alle navi l’ingresso nelle acque territoriali dell’isola, ma solo per ripararsi da condizioni meteo difficili e in ulteriore peggioramento.

Il 9 gennaio 2019 Malta ha dato l’ok per lo sbarco dei 49 migranti presenti sulle navi umanitarie Sea Watch 3 e Sea Eye, che dal 22 dicembre 2018 erano bloccate nel mar Mediterraneo in attesa di un porto sicuro dove poter sbarcare. I migranti saranno redistribuiti in otto paesi europei ( Francia, Germania, Portogallo, Irlanda, Romania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Italia )

 

( Da NEV del 7 febbraio 2019; Famiglia Cristiana; Il Post )

 

C.S.   ( 2019-02-07)