RICOMINCIANO LE ATTIVITA’ DI CULTO

 

 DOPO IL LOCKDOWN DA COVID-19

 

Il 15 maggio 2020 i rappresentanti delle confessioni Protestanti, Evangeliche, Anglicane hanno firmato con i rappresentanti del Governo Italiano ( il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro degli interni Luciana Lamorgese ) il “Protocollo” che dal 18 maggio consentirà, sotto alcune limitazioni imposte dal possibile contagio da virus, le attività di culto in presenza.

I firmatari del protocollo. Il terzo da dx è il past. Luca Negro
I firmatari del protocollo. Il terzo da dx è il past. Luca Negro

Il primo firmatario di parte evangelica è stato il pastore Luca Maria Negro, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) che ha firmato anche in rappresentanza dell’Unione delle chiese valdesi e metodiste, dell’Unione cristiana evangelica battista d’Italia, della Chiesa evangelica luterana in Italia.

Pur membro della FCEI, ha firmato a parte l’Esercito della Salvezza.

Altri firmatari di parte evangelica sono stati i rappresentanti delle Assemblee di Dio in Italia, dell’Unione delle chiese avventiste, della Chiesa apostolica, della Consulta evangelica e dell’Alleanza evangelica. Presente anche l’arcivescovo Ian Ernest, direttore del Centro anglicano di Roma.

Separatamente e precedentemente un protocollo era stato firmato con i rappresentanti della chiesa cattolica.

il primo da dx è il past. Luca Negro.
il primo da dx è il past. Luca Negro.

Altri protocolli in quei giorni sono stati firmati con altre confessioni diverse dalla chiesa cattolica: le comunità ebraiche;  le comunità delle chiese di Gesù Cristo e dei Santi e degli ultimi giorni;  le comunità islamiche; le confessioni induista, buddista, Bahai, Sikh;  le comunità Ortodosse.

Sono stati quindi attuati alcuni raggruppamenti che sembrano funzionali a preservare le specificità religiose.

il ministro degli Interni, prefetto Luciana Lamorgese.
il ministro degli Interni, prefetto Luciana Lamorgese.

Ecco il testo del “Protocollo con le chiese Protestanti, Evangeliche, Anglicane".

 

Il Protocollo, nel rispetto del diritto alla libertà di culto, prescinde dall’esistenza di accordi bilaterali, contemperando l’esercizio della libertà religiosa con le esigenze di contenere l’epidemia in atto.

 

Sono predisposte le seguenti misure:

1. ACCESSO AI LUOGHI DI CULTO IN OCCASIONE DI CELEBRAZIONI RELIGIOSE.

1.1 È consentita ogni celebrazione e ogni incontro di natura religiosa nel rispetto di tutte le norme precauzionali previste in tema di contenimento dell’emergenza epidemiologica in corso. In particolare, i partecipanti sono tenuti ad indossare idonei dispositivi di protezione delle vie respiratorie e devono mantenere le distanze interpersonali di un metro.

1.2 Nel rispetto della normativa sul distanziamento tra le persone, il legale rappresentante dell’Ente individua il responsabile del luogo di culto al fine di stabilire la capienza massima dell’edificio di culto, tenendo conto degli eventuali sistemi di aereazione disponibili e della distanza minima di sicurezza, che deve essere pari ad almeno un metro laterale e frontale e, comunque non superando le 200 unità.

1.3 Coloro che accedono ai luoghi di culto per le funzioni religiose sono tenuti a indossare mascherine.

1.4 L’accesso individuale ai luoghi di culto si deve svolgere in modo da evitare ogni assembramento sia nell’edificio sia nei luoghi annessi; ogni celebrazione dovrà svolgersi in tempi contenuti.

1.5 Alle autorità religiose è affidata la responsabilità di individuare forme idonee di celebrazione dei riti allo scopo di garantire il distanziamento interpersonale, facendo rispettare tutte le prescrizioni di sicurezza.

1.6 L’accesso al luogo di culto, in questa fase di transizione, resta contingentato e regolato da volontari e/o collaboratori che – indossando adeguati dispositivi di protezione individuale, guanti monouso e un evidente segno di riconoscimento – favoriscono l’accesso e l’uscita e vigilano sul numero massimo di presenze consentite. Laddove la partecipazione attesa superi significativamente il numero massimo di presenze consentite, si consideri l’ipotesi di incrementare il numero delle funzioni.

1.7 Per favorire un accesso ordinato, si utilizzano, ove presenti, più ingressi, eventualmente distinguendo quelli riservati all’entrata da quelli riservati all’uscita. Durante l’entrata e l’uscita le porte rimangono aperte per favorire un flusso più sicuro ed evitare che porte e maniglie siano toccate.

1.8 Non è consentito accedere al luogo della celebrazione a coloro che sono stati in contatto con persone positive a SARS-CoV-2 nei giorni precedenti. Parimenti, non è consentito l’accesso in caso di sintomi influenzali/respiratori o in presenza di temperatura corporea pari o superiore ai 37,5 °C.

1.9 Si dà indicazione, ove possibile e previsto dalle rispettive confessioni religiose, di svolgere le funzioni negli spazi esterni dei luoghi di culto, avendo cura che, alla conclusione, i partecipanti si allontanino rapidamente dall’area dell’incontro.

1.10 In relazione a particolari aspetti del culto che potrebbero implicare contatti ravvicinati, è affidata alle autorità religiose competenti la responsabilità di individuare, per ciascuna confessione, le forme più idonee a mantenere le cautele necessarie ad escludere ogni rischio di contagio e di trasmissione del virus.

1.11 I ministri di culto possono svolgere attività di culto ed eccezionalmente spostarsi anche oltre i confini della Regione, sempre che ricorrano le motivazioni previste dalla normativa vigente e nel rispetto di quanto previsto in tema di autocertificazione dell’ente di culto o della confessione di riferimento.

 

2. ATTENZIONI DA OSSERVARE NELLE FUNZIONI LITURGICHE.

2.1 Per favorire il rispetto delle norme sul distanziamento, è necessario ridurre al minimo la presenza di ministri officianti, che sono, comunque, sempre tenuti al rispetto della distanza minima.

2.2 Ove prevista, è consentita la presenza di un solo cantore e di un solo organista, adeguatamente distanziati.

2.3 Gli adenti alle rispettive comunità assicurino il rispetto della distanza di sicurezza di almeno un metro.

2.4 La distribuzione della Comunione – Cena del Signore avverrà dopo che il celebrante e l’eventuale ministro straordinario avranno curato l’igiene delle loro mani e indossato guanti monouso; gli stessi – indossando mascherina, avendo massima attenzione a coprirsi naso e bocca e mantenendo un’adeguata distanza di sicurezza – avranno cura di offrire il Pane senza venire a contatto con i fedeli.

2.5 Si ritiene imprescindibile, se dal punto di vista liturgico non risulta possibile espungere dalla cerimonia religiosa le fasi dei riti precedentemente rappresentati dove maggiore è il rischio di contagio da SARS-CoV-2, richiamare gli officianti e tutti coloro ad ogni titolo coinvolti alla vigilanza nelle cerimonie ad un assoluto rispetto delle norme igienico-sanitarie, dell’uso dei dispositivi di protezione delle vie aeree e del distanziamento sociale.

3. IGIENIZZAZIONI DEI LUOGHI E DEGLI OGGETTI.

3.1 I luoghi di culto devono essere adeguatamente igienizzati prima e dopo ogni celebrazione o incontro.

3.2 All’ingresso del luogo di culto dovranno essere disponibili, per coloro che ne fossero sprovvisti, mascherine e liquidi igienizzanti e un incaricato della sicurezza esterna, individuato a cura dell’autorità religiosa e munito di un distintivo, vigilerà sul rispetto del distanziamento sociale e limiterà l’accesso fino all’esaurimento della capienza stabilita.

4. COMUNICAZIONE.

4.1 Sarà cura di ogni autorità religiosa rendere noto i contenuti del Presente protocollo attraverso le modalità che assicurino la migliore diffusione.

4.2 All’ingresso del luogo di culto dovrà essere affisso un cartello con le indicazioni essenziali, tra le quali non dovranno mancare:

- il numero massimo dei partecipanti ammessi;

- il divieto di ingresso per chi presenta sintomi influenzali respiratori, temperatura corporea pari o superiore a 37,5 °C o è stato in contatto con persone positive a SARS-CoV-2 nei giorni precedenti;

- l’obbligo di rispettare sempre il mantenimento della distanza di sicurezza, l’osservanza di regole di igiene della mani, l’uso di idonei dispositivi di protezione personale, a partire da una mascherina che copra naso e bocca.

 

5. ALTRI SUGGERIMENTI.

5.1 Ove il luogo di culto non sia idoneo al rispetto delle indicazioni del presente Protocollo, può essere valutata la possibilità di svolgere le funzioni all’aperto, assicurandone la dignità e il rispetto della normativa sanitaria, con la partecipazione massima di 1000 persone.

Il comitato tecnico – scientifico, nella seduta n. 71 del 12 maggio 2020, ha esaminato e approvato il presente “Protocollo con le Chiese Protestanti, Evangeliche, Anglicane”, con le raccomandazioni che sono state recepite. Il testo finale emendato, su richiesta, è stato trasmesso, in data odierna, al Comitato Tecnico  Scientifico

 

Il presente Protocollo entrerà in vigore dal giorno 18 maggio 2020

 

Seguono le firme dei rappresentanti delle chiese, del Presidente del Consiglio ( Giuseppe Conte ), del ministro dell’interno ( Luciana Lamorgese )

 

Data 15 maggio 2020