SCHEDA SU ANNE HUTCHINSON

 

Dipartimento Chiese Internazionali

Cara e caro membro di chiesa,

questa scheda che il Dipartimento Chiese Internazionali ha predisposto ti servirà per prepararti, insieme alla tua comunità, ai lavori del Convegno del 6 aprile 2018.

 

 

Chi è Anne Hutchinson?

Anne nacque in un piccolo paese inglese probabilmente nel 1591. Si trovò, in giovane età e insieme a molti altri inglesi in quel momento storico, a vivere il conflitto tra la sua coscienza religiosa e le imposizioni della chiesa di stato. Destino condiviso anche dai primi battisti che, proprio in quel tempo, faranno la loro apparizione.

 

Anne, insieme a suo marito, decise di emigrare nella terra della libertà, in America, la Nuova Inghilterra.

 

Giunse nella Colonia della Massachusetts Bay (Baia dei Massachusetts sulla costa orientale degli attuali Stati Uniti) nel 1634 e si unì a quel gruppo di credenti chiamato Puritani.

 

I Puritani erano alla ricerca di una fede libera da ogni imposizione autoritaria esterna. La Bibbia, da sola, con la guida dello Spirito Santo, avrebbe prodotto un consenso tra i liberi fedeli della nuova colonia. Si trattava di un’ingenua illusione. Ancor prima che il consenso, che avrebbe potuto essere costruito con molta pazienza, la posizione dei Puritani creò una pluralità di posizioni diverse. La Bibbia, da sola, con la guida dello Spirito Santo, non produsse un comune sentire e posizioni simili, ma una pluralità di posizioni che i Puritani cercarono di arginare con l’uso della forza.

 

 

 

Cosa fece Anne Hutchinson?

È qui che il personaggio Anne sale sul palcoscenico. Anne aveva creato a casa sua un gruppo di donne e di uomini liberi che si riuniva per leggere e comprendere insieme le Scritture. Il gruppo si confrontava anche sui sermoni predicati durante la domenica e spesso sollevava delle critiche. Che Anne riuscisse a mettere su un gruppo così numeroso di persone (circa 60) creò qualche preoccupazione tra i ministri della chiesa. E si pose immediatamente la domanda: cosa fare con una donna intelligente che critica apertamente i pastori, minacciando in tal modo di minare il “santo esperimento” della Nuova Inghilterra puritana?

 

 

 

Il processo di Anne

Hutchinson fu portata in giudizio con l’accusa di sedizione il 7 novembre del 1637. In quel tempo Anne era incinta. Il governatore John Winthrop – chiesa e stato sono nuovamente insieme anche nella Nuova Inghilterra - accusò Anne della violazione del quinto comandamento: onora tuo padre e tua madre, poiché aveva criticato l’autorità e appoggiato la petizione degli antinomisti (movimento critico verso coloro che davano troppa importanza alle opere invece che alla sola grazia). La accusò anche di aver insegnato a degli uomini, cosa non adatta al suo sesso.

 

Le sue opinioni erano come la lebbra che avrebbe mangiato le viscere stesse della religione. Naturalmente il processo si concluse con una condanna, Anne venne bandita; lei e la sua famiglia si trasferirono prima a Rhode Island e poi a New York, dove venne tragicamente uccisa dagli indiani. La sua enfasi sull’interiorità fu un tema caro a generazioni di Battisti, Quaccheri, e anche il teologo congregazionalista Jonathan Edwards si lasciò ispirare dal pensiero di Anne Hutchinson.

 

 

 

Stralci dal processo

Hutchinson: sono stata chiamata qui davanti a voi per rispondere di qualcosa, ma ancora non è stata sollevata alcuna accusa

Gov.: perché tieni un tale incontro a casa tua ogni settimana, in un giorno determinato? [...] Prima di ora non vi era mai stato un incontro di donne in cui vi partecipano anche degli uomini...

Hutchinson: Se qualcuno viene a casa mia per essere istruito nelle vie di Dio quale regola mi impone di mandarli via?

Gov.: Ma facciamo l’ipotesi che cento uomini vengono da te per essere istruiti, ti asterrai dal farlo? Facciamo l’ipotesi che un uomo venga da te e dica che ha sentito che tu sei una donna alla quale Dio ha dato la sua grazia e che hai conoscenza della parola di Dio e ti prega di istruirlo, non dovresti tu istruirlo?

Hutchinson: Io penso che potrei. Se pensa che per me non è permesso insegnare alle donne, perché mi chiama ad insegnare alla corte?

Dip. Gov.: Io andrei più a fondo sulla signora Hutchinson. Circa tre anni fa qui regnava la pace. Ma da quando la signora Hutchinson è arrivata, è finita la pace, e qualcuno che viaggiò in nave con lei ci ha informati che lei iniziò con le sue azioni disturbatrici appena atterrata... Ora se lei ha screditato tutti i nostri ministri... perché mai dovremmo togliere le fondamenta alla nostra casa e lasciarla cadere?

Hutchinson: Provi, signore, quel che ha detto.

Dip. Gov.: Sarò chiaro e diretto: lei ha detto che i ministri predicano un patto fondato sulle opere e non sulla grazia.

Hutchinson: ... ecco le ragioni per quel che ritengo essere vero. Essendo travagliata dalla falsità presente nella chiesa d’Inghilterra, io decisi di diventare una separatista... e il Signore mi favorì offrendomi questa scrittura: colui che rinnega il testamento rinnega colui che lo ha scritto, e mi fu concesso di vedere che coloro che non insegnano il nuovo patto hanno lo spirito dell’anticristo, e ... ringrazio il Signore che mi ha permesso di vedere con chiarezza quale sia il ministero giusto o sbagliato.... ora se mi condannate perché io parlo a partire da ciò che la mia coscienza ritiene sia la verità, io devo schierarmi dalla parte del Signore.

Signor Nowell: Come fai a sapere che è lo Spirito ad averti detto tutto questo?

Hutchinson: Come fece Abramo...?

Dip. Gov.: Per mezzo di una voce diretta

Hutchinson: Così è stato anche con me

Dip. Gov.: Oh, una rivelazione diretta

Hutchinson: Per la voce che il suo proprio Spirito ha rivolto alla mia anima...

Gov.: La corte si ritiene soddisfatta delle informazioni acquisite, e ritiene di non dover patire il fastidio del suo spirito e il pericolo del suo atteggiamento tra noi. Perciò è decisione della corte che la Signora Hutchinson per le cose che sono state qui dinnanzi dimostrate non sia adatta per la nostra società, e quindi stabilisce la corte che debba essere bandita e resterà in prigione finché non sarà mandata via.

 

 

 

Perché Anne Hutchinson?

Molti sono gli aspetti che rendono un personaggio come Anne Hutchinson estremamente interessante. Potremmo evidenziarne il coraggio di donna, femminista ante litteram.

 

 O il suo carattere battista, nel senso più ampio del termine: figlia di una tradizione di chiese libere che ebbe già con l’anabattismo il suo inizio.

 

 Oppure la sua fedeltà alla Parola di Dio e all’opera interpretativa dello Spirito. Con il caso Hutchinson emergono anche contrapposizioni che hanno spesso caratterizzato la storia delle chiese cristiani, una su tutte: la contrapposizione tra la chiesa come autorità istituzionale e l’individuo che nella sua coscienza è stato toccato dalla Parola di Dio.

 

 

Ma il Dipartimento Chiese Internazionali desidera invece sollevare il tema della pluralità e del consenso nell’ambito della nostra tradizione evangelica. Vi è un aspetto che non solo caratterizza le chiese battiste sin dall’inizio, ma la stessa Riforma, sia magisteriale che radicale. Aspetto esemplificato dal personaggio Anne Hutchinson, la quale lasciata da sola con la Bibbia e con lo Spirito Santo, entra in collisione con la sua comunità di appartenenza. Lo storico e teologo Mc Grath sostiene che l’essere protestante significa sforzarsi di essere biblici, ma che nessun modo singolo di essere biblici può essere usato come modello per giudicare gli altri (Christianity’s Dangerous Idea). È, in altre parole, questa innata pluralità, frutto della sua infinita ricerca di una fedeltà alla Parola di Dio, che rende il Protestantesimo, e ancora più le sue versioni radicali (ad esempio noi battisti), un movimento mutevole e diversificato.

 

Che la Bibbia sia la sola autorità, non ha evitato che nel Protestantesimo vi fossero diverse opinioni su cosa volesse dire la Bibbia nello specifico. Tutto questo drammaticamente accentuato dal sacerdozio universale di ogni credente che fonda la competenza e la libertà di ogni singolo credente, così com’è emerso nell’immagine di una donna che da sola rivendica di essere stata illuminata direttamente dallo Spirito e di aver compreso quale sia il significato di quel determinato testo biblico, anche se tutto questo la contrappone a coloro che rappresentano ufficialmente la chiesa. Come trasformare questa fragile condizione di partenza:

 

Sola Scriptura e pluralità di letture; libertà individuale e obbedienza alla comunità, in una benedizione e non in una maledizione di Dio? Spesso si è reagito a questa fragilità con l’intolleranza verso la diversità; con l’imposizione di un consenso con la forza; con un accentuato soggettivismo e una moltiplicazione infinita di scissioni. Ed è quel che è successo nel caso di Anne Hutchinson.

 

Le domande che si pongono alla tua attenzione, quindi, sono le seguenti:

 

1. Il pluralismo, parte integrale del Protestantesimo, come dovrà essere vissuto: è un rischio che arricchisce o un rischio da non correre?

 

2. In che modo la diversità può essere vissuta non come minaccia, ma come opportunità, anche nel confronto tra posizioni teologiche ed etiche distanti tra loro?

 

3. Come costruire il consenso quando convivono posizioni diverse?

 

4. Cosa prevedere quando non è possibile raggiungere un consenso su un tema, anche importante, in un contesto in cui, su altri temi, si può giungere ad un consenso?

 

5. Secondo te quanto la ricerca di soluzioni condivise sia un fatto riconosciuto come valore evangelico in sé, oppure debba essere sottoposto a condizioni: “la condivisione è possibile solo se...”?