Rifugiati e migranti. Siamo soli ?

 

 

In un'intervista a Riforma del 30 Maggio 2016 - della quale riportiamo una sintesi - il prof. Paolo Naso, coordinatore del progetto MH, ha dichiarato:

In base ai dati attuali possiamo affermare che, rispetto allo scorso anno, vi è un aumento di arrivi; tuttavia con una più efficace politica di accoglienza e con una condivisa distribuzione di oneri a livello europeo, questo flusso lo si può tranquillamente gestire».

I corridoi umanitari, che la FCEI (in collaborazione con la tavola valdese e la comunità di S. Egidio ) sta attualmente realizzando, potrebbero essere una alternativa ai viaggi della speranza. Il nostro impegno è trasformare questa buona pratica ( che per quanto attiene a quelli realizzati dalla FCEI registra numeri esigui ) in una politica che deve essere messa in rete a livello europeo. Un grande sostegno in questo senso ci sta arrivando anche dalle nostre chiese sorelle all’estero, particolarmente quelle tedesche.

In Europa, se parliamo di singoli Stati, è chiaro che il vento della politica soffia a favore di molti partiti xenofobi di destra che intendono alzare muri e barriere. Riemerge l’antico mito del capro espiatorio, diciamo del migrante espiatorio. Fortunatamente l’Europa è governata da istituzioni, sovrastrutture talvolta farraginose e burocratiche, ma che si muovono con moderazione e con misure di accoglienza.

L’Italia, seppur con le sue incertezze e ambiguità, sta tracciando una linea importante sul tema delle migrazioni che va in netta contrapposizione con molte linee populistiche, demagogiche e xenofobe visibili in alcuni Stati Europei.

L’Italia è evidentemente sotto pressione: conosciamo le condizioni di estrema difficoltà e stress psicologico ai quali sono sottoposti coloro che in mare svolgono le operazioni di soccorso.

 

Però l'Italia capitalizzando la sua esperienza ( in quanto si trova in prima linea ) può autorevolmente raccontare le migrazioni con competenza diretta: parlare di gestione dei flussi migratori, di come cambiano i flussi. Dunque parlare con autorevolezza nel dibattito pubblico ed europeo. Il Governo italiano si sta muovendo con proposte concrete: una politica di gestione dei flussi, la volontà di stabilizzare le situazioni nei territori di partenza garantendo la tutela dei diritti umani. Queste politiche prevedono dei costi e bisognerà “mettere mano al portafoglio”. Sappiamo anche che il nostro paese ha bisogno dei migranti: lo dice la nostra “piramide demografica”, lo dice l'economia ( il migrante stabilizzato produce ricchezza). Molti dati dicono anche che per superare la crisi che ci attanaglia è fondamentale il prodotto interno lordo di coloro che si sono stabiliti in Italia. A partire da questi dati, pratici e razionali, possiamo ricostruire un discorso pubblico sulle migrazioni, sostenibile, democratico e in linea con gli standard giuridici dell’Unione Europea.

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Testo completo dell'intervista fatta da Riforma a Paolo Naso.
160530-Migrazioni-siamo soli.pdf
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