Catania – Giornata Mondiale di Preghiera delle donne

 

Catania 18 marzo 2018. Giornata Mondiale di preghiera delle donne -2018.
Catania 18 marzo 2018. Giornata Mondiale di preghiera delle donne -2018.

Sul tema “TUTTA LE CREAZIONE DI DIO È MOLTO BUONA” e al motto «INFORMARSI PER PREGARE – PREGARE PER AGIRE», domenica 18 marzo si è svolta, nel tempio valdese di via Naumachia ( integrando il culto domenicale), la Giornata Mondiale di preghiera delle donne.

Quest’anno la commissione ecumenica che cura questo evento ha proposto alle chiese la liturgia preparata dalle donne del Suriname. Un gruppo di lavoro ( costituito da donne delle chiese battista di via Capuana e di viale Castagnola, valdese, anglicana, avventista, salutista, luterana, del movimento dei focolari, della chiesa cattolica ) ha realizzato la liturgia proposta apportandole gli inevitabili adattamenti funzione della situazione locale.

Catania 18 marzo 2018, tempio valdese di via Naumachia 18. Giornata mondiale di preghiera delle donne - 2018
Catania 18 marzo 2018, tempio valdese di via Naumachia 18. Giornata mondiale di preghiera delle donne - 2018

La liturgia utilizzata durante lo svolgimento della GMP 2018 – presenti le donne del predetto gruppo di lavoro, membri delle rispettive comunità, membri della chiesa ospite - ha contemplato il canto comunitario di vari inni, la lettura di brani biblici, preghiere e testimonianze delle donne del Suriname.

L’ascolto di queste testimonianza ha permesso di comprendere la situazione esistente in questo stato dell’America meridionale nel quale una natura esuberante e generosa verso la popolazione che abita in tali luoghi rischia di essere trasformata da attività umane non rispettose dell’ambiente:

donna 1. Mi chiamo Alima. Studio e lavoro a Paramaribo. Appartengo alla tribù degli Arawak. Dal mio villaggio indigeno mi sono trasferita nella capitale per studiare. I miei antenati erano i primi abitanti del Suriname e siamo orgogliosi di vivere in armonia con l’ambiente naturale. Ritorno nel mio villaggio durante le vacanze. Le nostre mamme ricavano olio dai semi di carapa, che vendiamo per acquistare il materiale scolastico. Abbiamo parenti che si dedicano alla protezione delle tartarughe marine. Il nostro stile di vita è basato sulla cura e la salvaguardia della natura, che ci offre alberi di carapa, oro, bauxite e magnifiche tartarughe marne.

donna 2: Mi chiamo Muyinga e vengo anch’io da Sipaliwini. Discendo dagli schiavi africani, che fuggirono all’interno del Paese per vivere liberi in comunità, lontano dalle piantagioni. Ci chiamano «maroons», che significa schiavi neri fuggiaschi e viviamo tuttora nei nostri insediamenti tradizionali. I nostri antenati hanno conservato molte tradizioni dell’Africa occidentale. Viviamo nella foresta tropicale e sulle montagne, che ci offrono cibo, piante medicinali e bellezze naturali. La natura è rimasta in gran parte incontaminata.

Donna 3: Mi chiamo Mei Ling e discendo da immigrati cinesi. Quando i miei antenati arrivarono nel Suriname furono impiegati per lavorare nelle piantagioni vicino alla costa. Più tardi si occuparono di commercio al dettaglio e di ristorazione. Coronie, dove abito, è famosa per le conchiglie marine, le palme di cocco, i fiori, gli uccelli e le api che producono un miele squisito. Dalla noce di cocco si ricava un olio molto sano.

Donna 4: Mi chiamo Carolina e vivo a La Prospérité, in origine un vivaio di alberi. Sono considerata creola perché mio padre era europeo e mia madre di origine africana. I miei antenati acquistarono il vivaio da un proprietario francese del Suriname. Sono una madre sola con cinque figli. Coltivo e lavoro la manioca cassava, per provvedere alla mia famiglia. Faccio del pane semplice di manioca oppure ripieno di ananas e di noce di cocco. Poi lo vendo all’aeroporto internazionale. Mia sorella coltiva molta frutta e verdura: zenzero, ananas, patate dolci, manioca cassava, patate aromatiche e cavoli. Noi di Para siamo grati per le abbondanti risorse di acqua fresca e per i molti ruscelli naturali. Ci preoccupano però le recenti estrazioni di bauxite e di oro.

Donna 5: Il mio nome è Willie. Discendo dai contadini giunti dall’Olanda per lavorare nel Suriname.  Ci chiamano «boeroes» (pronuncia: burus). Ci siamo insediati a Paramaribo, dove alcuni di noi lavorano ancora nell’agricoltura e nell’allevamento del bestiame. Mio marito e io abbiamo una piccola fattoria con maiali, mucche e polli. I nostri figli ci aiutano nella coltivazione di verdure biologiche.

Donna 6: Mi chiamo Shanti. Abito nel distretto di Nickerie. Dopo l’abolizione della schiavitù, i miei antenati giunsero dall’India. Qui vivo e lavoro insieme alla mia famiglia. I miei figli vanno a scuola a Nickerie, ma dovranno trasferirsi a Paramaribo per frequentare le superiori e l’università. I miei genitori sono risicoltori e mio marito lavora per un’impresa che produce banane.

Donna 7: Mi chiamo Kartini. I miei antenati arrivarono dall’Indonesia e trovarono lavoro come manodopera a contratto. In questa regione, dove vi erano piantagioni di caffè, cotone, cacao, tabacco, indaco e canna da zucchero, vivo ancora con la mia famiglia. Mi occupo di orticoltura e mio marito lavora come pescatore. Di recente, mia figlia maggiore ha potuto frequentare la scuola media che si trova vicino a casa nostra.

Catania 18 marzo 2018, tempio valdese di via Naumachia 18. Giornata mondiale di preghiera delle donne - 2018
Catania 18 marzo 2018, tempio valdese di via Naumachia 18. Giornata mondiale di preghiera delle donne - 2018

La successiva meditazione della pastora Silvia Rapisarda, tratta da brani del libro della Genesi, ha evidenziato sia la circostanza che la creazione ha dato una natura bella e buona per gli umani sia la circostanza che i gravissimi processi di degrado ambientale – dovuti ad attività antropiche – stanno ponendo le premesse per l’estinzione della stessa specie umana. Quindi la necessità di una inversione di rotta e di un corretto rapporto con Dio e con tutto ciò che Lui ha creato per la vita e la felicità degli esseri umani.

 

Catania 18 marzo 2018, tempio valdese di via Naumachia 18. Giornata mondiale di preghiera delle donne - 2018
Catania 18 marzo 2018, tempio valdese di via Naumachia 18. Giornata mondiale di preghiera delle donne - 2018

Alla fine del culto sono stati raccolti dei bigliettini – a forma di tartaruga – precedentemente distribuiti ai presenti dove questi avevano scritto dei pensieri inerenti al tema del culto. Questi alcuni dei pensieri così restituiti:

gloria a Dio”;

“Signore, fa che possa rispettare la natura, che è più eterna di me sulla terra”;

"Dio è immensamente grande e misericordioso: aiutaci a superare ogni problema”;

“Sostenere economicamente le organizzazioni ecologiste”;

“Dio deve dare la forza all’uomo per mantenere la natura come egli l'ha creata”;

“Oh mio Signore, grazie per le tue creazioni; la tua bontà ha creato tutto buono!”;

Signore, ti preghiamo di fortificare quelle/i che si adoperano per la pace (vera!), giustizia (vera!) e la salvaguardia del creato (vero!)”;

“Salvaci da effetto serra”;

“Pace agli uomini di buona volontà”;

“che la gioia, il sorriso, la pace si legga in tutto il mondo”;

“In tedesco: Vater, ich bitte Dich: ich möchte das tun, was Du für mich geplant hast. Danke. Traduzione: Padre, Ti prego: vorrei fare ciò che Tu mi hai progettato. Grazie”;

“Che Dio sià più pietoso verso coloro che soffrono a causa degli irresponsabili che distruggono il mondo”;

“Signore, ti prego di proteggerci e di farci capire quanto è grande il tuo amore”;

“Gesù spezza la paura";

 

Catania 18 marzo 2018, tempio valdese di via Naumachia 18. Giornata mondiale di preghiera delle donne - 2018
Catania 18 marzo 2018, tempio valdese di via Naumachia 18. Giornata mondiale di preghiera delle donne - 2018

La colletta fatta alla fine della giornata di preghiera sarà inviata al comitato GMP onde essere utilizzata per il seguente progetto:

L’Agenzia Avventista per lo Sviluppo e il Soccorso (ADRA) svolge un progetto rivolto alle giovani donne e madri single di Kwatta, in Suriname, per liberarle dalla povertà, renderle indipendenti e assicurare loro un futuro migliore. ADRA aiuterà le donne ad avviare un allevamento di polli. Fornirà i materiali e tutto il necessario per creare questa attività. Ma non solo. Insegnerà alle donne come allevare i polli e come venderli. Con i guadagni, potranno mantenere se stesse e le loro famiglie, continuando a portare avanti l’attività. In questo modo le donne saranno in grado di gestire la propria vita. Nel Suriname, il mercato di uova e di polli è fiorente. Grazie alla nostra colletta, potremo fare la differenza nella vita di numerose donne che vivono in un distretto molto povero del Paese. Le aiuteremo ad acquisire forza e dignità. Anche per questo progetto, ADRA lavora a stretto contatto con il Ministero dell’agricoltura, della pesca e dell’allevamento del Suriname.

 

L’appuntamento al prossimo anno.

 

Consoli Silvestro

 

 

 

2018-03-26