Anche con la Bibbia la lettura si fa strada

 

 


A Tempo di Libri – la fiera del libro che si svolge a Milano dal 19 al 23 aprile - non poteva mancare la Bibbia. Ne parlerà, tra gli altri, la pastora e teologa battista Lidia Maggi, una delle figure più conosciute del dialogo ecumenico in Italia.

Venerdì 21 aprile alle 16, presso lo stand Uelci, presenterà il suo Fare strada con le Scritture (Paoline, pagine 192, euro 15,00), incentrato sul legame inscindibile che corre tra il racconto biblico e l’esperienza, non necessariamente metaforica, del viaggio.

Ma in Fiera è disponibile anche un’altra novità, di cui Lidia Maggi è autrice insieme con Angelo Reginato: si tratta di Vi affido alla Parola. Il lettore, la chiesa e la Bibbia (Claudiana, pagine 148, euro 12,90), volume conclusivo di una trilogia che comprende Dire fare baciare...(2012) e Liberté, egalité, fraternité (2014).

 

In una intervista al quotidiano L’avvenire del 19 aprile la Maggi ha modo di intrattenersi sul rapporto fra il lettore e la Bibbia. Fra le tante cose mi appare rilevante in primo luogo la sua affermazione che «una delle maggiori difficoltà che si riscontrano attualmente nell’insegnamento delle Scritture consiste nel pregiudizio per cui la Bibbia andrebbe intesa come un codice di comportamento, un testo fisso e immutabile dal quale veniamo giudicati. La Bibbia, al contrario, è una mappa di senso, una terra che si scopre solo camminandoci sopra. Non per niente racchiude in sé tanti libri diversi, ciascuno dei quali può fungere da portale di ingresso. Al lettore della Bibbia è richiesta una mobilità analoga a quella del viandante, sancita in modo evidente dalla narrazione fondamentale dell’Esodo, che è il resoconto di un’uscita dalla schiavitù. Si abbandona un luogo di granitiche certezze per affrontare il campo aperto del deserto».

 

la pastora e teologa battista Lidia Maggi
la pastora e teologa battista Lidia Maggi

In secondo luogo la sua affermazione che «le donne nella Bibbia svolgono il ruolo di rimettere in discussione riaprire i giochi, superare i confini ( vedi l’esempio di Rut ), non dobbiamo dimenticare che anche nella comunità dei primi discepoli di Gesù le donne sono presenti, lo seguono, camminano al suo fianco. Quando Luca, negli Atti, si riferisce ai cristiani come ai “seguaci della via”, ha cura di precisare che tra loro si trovano “uomini e donne”. Un elemento a lungo dimenticato e negato, ma che oggi esige di essere riscoperto, anche in prospettiva ecumenica».

 

In terzo luogo che «La Bibbia è un testo che prende sul serio l’esistenza umana, senza mai banalizzarla. Probabilmente è su questo che le persone andrebbero principalmente rassicurate. Non c’è separazione fra le Scritture e la vita, tant’è vero che la postura stessa di chi legge influisce sull’esito di questa esperienza così delicata ( … ) »

 

 

 

S.C.

 

 

 

( 2017 – 04 – 20 )