Giustizia per Soumaila Sacko

e per i migranti che lavorano nel comparto agricolo

 

Reggio Calabria 23 giu 2018. Manifestazione per l'uccisione di SOUMAILA SACKO e in difesa diritti dei migranti che lavorano nel comparto agricolo.
Reggio Calabria 23 giu 2018. Manifestazione per l'uccisione di SOUMAILA SACKO e in difesa diritti dei migranti che lavorano nel comparto agricolo.

L’africano non è un animale, siamo tutti uguali”: con queste parole gridate da un bracciante dal palco di piazza Italia nei confronti di Matteo Salvini ( eletto al Senato in Calabria e mai interessatosi, nemmeno da ministro dell’Interno, all’omicidio di Soumaila Sacko ) si è chiusa la manifestazione del 23 giugno 2018 indetta dal sindacato USB ( Unione Sindacati di base ) in ricordo del bracciante Soumaila Sacko, ucciso a San Ferdinando il 2 giugno c.a.

RC 23 giu 2018. Manifestazione per l'uccisione di SOUMAILA SACKO e in difesa diritti dei migranti che lavorano nel comparto agricolo. Uno dei tanti striscioni.
RC 23 giu 2018. Manifestazione per l'uccisione di SOUMAILA SACKO e in difesa diritti dei migranti che lavorano nel comparto agricolo. Uno dei tanti striscioni.

Anche le chiese battista e valdese di Catania e la chiesa valdese di Reggio Calabria hanno aderito e sono state presenti – con loro rappresentanze, rinforzate da un gruppo di ospiti della casa di accoglienza “Granello di Senape” e amici /simpatizzanti – a questa manifestazione che, con un corteo - presenti decine di sigle di movimenti, comitati, associazioni, circoli e collettivi - si è snodato lungo il centrale corso Garibaldi per concludersi in piazza Italia dove su un palco ( il modesto pianale di un autocarro ) hanno preso parola vari oratori.

Con i braccianti calabresi hanno sfilato quelli di Rignano e delegazioni provenienti da tutta Italia. Presente Pierpalo Leonardi presidente di USB ( Unione Sindacati di Base ). Presenti anche il sindaco della Città Metropolitana, Domenico Falcomatà, con alcuni assessori della giunta, il presidente del consiglio comunale, Demetrio Delfino e l’Amministrazione Comunale di Cinquefrondi con gli assessori Flavio Loria e Roberta Manfrida. Presente altresì il sindaco di Riace, Mimmo Lucano.

RC 23 giu 2018. Manifestazione per l'uccisione di SOUMAILA SACKO e in difesa diritti dei migranti che lavorano nel comparto agricolo. Striscione chiese battista e valdese di Catania.
RC 23 giu 2018. Manifestazione per l'uccisione di SOUMAILA SACKO e in difesa diritti dei migranti che lavorano nel comparto agricolo. Striscione chiese battista e valdese di Catania.

Mimmo Lucano: ha stigmatizzato l’attuale governo che fino ad ora ha colpevolizzato i più deboli, migranti e rom, ricevendo consenso da parte di molti nostri connazionali; ha auspicato che le forze di sinistra tornino a farsi sentire partendo dalla loro mission, che è quella di stare dalla parte dei più deboli; ha portato l’esempio di Riace dove l’amministrazione cittadina, superando gli ostacoli della burocrazia, è riuscita a stare dalla parte dei deboli e a fare rinascere, con il loro apporto, la cittadina.

Soumahoro Aboubakar, segretario nazionale Usb braccianti, ha detto che “Siamo qui oggi non in base al colore della pelle né alla provenienza geografica ma da sfruttati che gridano no agli sfruttatori, in una regione saccheggiata senza pietà. Soumaila Sacko era un agricoltore costretto dai cambiamenti climatici a lasciare il Mali. Ha voluto fermarsi qui, per coltivare la terra con gli altri lavoratori, stando dalla loro parte, organizzandoli insieme all’USB. Un bracciante, un uomo, un sindacalista, un padre, un compagno. Tre cose ci ha chiesto la sua famiglia: verità e giustizia per la sua fucilazione; il ritorno della salma in patria; la continuazione del suo impegno sindacale. Noi stiamo esaudendo le loro richieste e non ci fermeremo, perché abbiamo sete e fame di diritti”.

Soumahoro si è poi richiamato alla situazione politica italiana: “Viviamo in un contesto nel quale 7 milioni di persone sono colpite dalla povertà, la stragrande maggioranza al Sud. Alcune forze politiche rispondono scatenando una campagna di odio, di caccia alle streghe, facendo credere che così rialzeranno il PIL. Ovviamente è falso. Loro seminano odio, noi speranza e umanità. Noi, gli schiavi delle campagne, i precari, i disoccupati, siamo tutti nella stessa condizione e vogliamo rompere le catene dello sfruttamento. Perché schiavi mai, siamo uomini e donne liberi e andremo avanti a testa alta”.

Il ministro Di Maio ha detto che ci chiamerà – ha concluso Aboubakar – però questo incontro non si è ancora verificato. Noi ribadiamo che c’è la necessità, l’assoluto bisogno di un confronto, perché Soumaila Sako è stato ucciso ma era impegnato insieme a tanti altri in una lotta sindacale per il rispetto dei diritti sul piano lavorativo e sociale e per rompere questa politica di ghettizzazione”.

RC 23 giu 2018. Manifestazione per l'uccisione di SOUMAILA SACKO e in difesa diritti dei migranti che lavorano nel comparto agricolo. Soumahoro Aboubokar del sindacato USB.
RC 23 giu 2018. Manifestazione per l'uccisione di SOUMAILA SACKO e in difesa diritti dei migranti che lavorano nel comparto agricolo. Soumahoro Aboubokar del sindacato USB.

Pier Paolo Leonardi, intervistato da un giornale locale ha dichiarato che questa è “ una giornata per dire dei NO a tante cose: allo sfruttamento; all’odio verso i migranti che si sta affermando in questo paese; al fatto che si possa uccidere impunemente un migrante ( anche un nostro delegato); al fatto che a Caserta e Napoli ieri siano stati sparati dei colpi di fucile ad aria compressa verso due ragazzi del Mali; che nel nostro paese, nelle campagne, nell’edilizia, nella logistica ci sta un livello di sfruttamento tanto elevato da paragonarsi – cosa che ritenevamo impossibile - a moderne forme di schiavitù. La vicenda di Soumaila Sacko ha scoperchiato e reso pubbliche queste cose. Nessuno può ora dire, noi non sapevamo. Quello che accede a S. Ferdinando è quello che quotidianamente accade a Rignano di San Severo (FG) e Saluzzo ( CN); là dove si spostano i braccianti e i migranti per raccogliere i frutti della terra, seguendo le stagioni. In tali luoghi avvengono veramente fatti molto gravi di sfruttamento sul piano lavorativo e delle condizioni umane.

 

Per rompere queste «catene» noi pensiamo che occorra in primo luogo procedere all’applicazione delle norme vigenti e in vigore. Oggi le norme dicono che i braccianti agricoli che seguono la stagionalità hanno diritto all’abitazione, al trasporto nel luogo di lavoro, al salario dignitoso ( che non sono le 2,5 euro all’ora attuale ). Già l’applicazione di queste norme sarebbe uno strepitoso salto in avanti. C’è un problema di individuare i luoghi dove fare abitare queste lavoratori: noi pensiamo a un’ospitalità diffusa, al recupero delle strutture abbandonate che si trovano nelle campagne e che attualmente nessuno utilizza, alla possibilità da parte dei Comuni di offrire ospitalità ( vedi modello Riace che ha dato delle risposte positive ).

 

In secondo luogo, c’è il problema VERO del caporalato, della filiera degli appalti, della filiera del valore. Se la grande distribuzione organizzata continuerà a poter avere il potere assoluto di determinare il prezzo finale dei prodotti agricoli è ovvio che il volere tenere i prezzi al valore più basso possibile si scaricherà sull’intera filiera fino all’ultimo gradino: i braccianti, siano essi italiani o migranti. Hanno tentato e tentano in ogni modo di mettere contro gli italiani contro i migranti. Il problema vero è lo sfruttamento che parte dalla distribuzione organizzata e arriva alla raccolta dei pomodori, ortaggi, agrumi, ecc.”

La manifestazione, ovviamente autorizzata, è stata molto composta e pacifica. Il corteo, che avrebbe dovuto muoversi da piazza De Nava alle ore 10.00, ha cominciato invece a snodarsi con più di un’ora di ritardo causa la misteriosa sparizione dei bus prenotati per i lavoratori della piana di Gioia Tauro e lo stantio rituale poliziesco dei controlli dei pullman

RC 23 giu 2018. Manifestazione per l'uccisione di SOUMAILA SACKO e in difesa diritti dei migranti che lavorano nel comparto agricolo. Pier Paolo Leonardi presidente del sindacato USB.
RC 23 giu 2018. Manifestazione per l'uccisione di SOUMAILA SACKO e in difesa diritti dei migranti che lavorano nel comparto agricolo. Pier Paolo Leonardi presidente del sindacato USB.

I manifestanti – circa un migliaio di persone ( qualche fonte scrive 2000 persone ) – non hanno lanciato particolari anatemi contro la ‘ndrangheta. Allo scrivente è parso che, nel complesso, i cittadini di Reggio siano stati piuttosto indifferenti all’evento. Del resto, ciò avviene ormai per quasi tutti gli eventi di questi tipo; eventi che servono soprattutto per ridestare, unire e mobilitare gli aventi causa: in questo caso i braccianti italiani e stranieri, e tutte le organizzazioni, associazioni, gruppi, realtà ecclesiali che a vario titolo sono attente al fenomeno dello sfruttamento e delle nuove schiavitù.

RC 23 giu 2018. Manifestazione per l'uccisione di SOUMAILA SACKO e in difesa diritti dei migranti che lavorano nel comparto agricolo. Striscioni in attesa partenza corteo.
RC 23 giu 2018. Manifestazione per l'uccisione di SOUMAILA SACKO e in difesa diritti dei migranti che lavorano nel comparto agricolo. Striscioni in attesa partenza corteo.

Il fenomeno dello sfruttamento dei braccianti stranieri non appare slegato all’azione della criminalità organizzata. Come riportava alcuni giorni fa un noto quotidiano nazionale: “Lavoriamo per mantenere gli italiani -La truffa dei clan: falsi braccianti assistiti dallo Stato, ma nei campi ci vanno solo stranieri”.

 

Per rendere l’idea: negli ultimi 12 mesi a Reggio il comando provinciale della Guardia di Finanza ha scoperto 1.833 falsi braccianti che hanno incassato indebitamente 11 milioni di euro dall’Inps, che a sua volta ha versato indebitamente 9 milioni e mezzo alle aziende. Sono 20milioni e mezzo di euro in un anno, soltanto in questa provincia, rubati nelle campagne allo Stato. Perché tanto a lavorare ci pensano i migranti”.

La truffa - come spiegava un ufficiale della Guardia di finanza - a un giornalista di “La Repubblica” : «La ’ndrangheta individua i terreni e chiede finanziamenti all’Europa. Li incassa. Dopodiché finge di assumere braccianti: non li paga ma versa loro i contributi in modo tale che dopo 50 giornate scatti il diritto a ottenere la disoccupazione. Il resto delle giornate i finti braccianti le passano in malattia. In questa maniera la ’ndrangheta incassa i fondi dall’Europa e il consenso sul territorio, stipendiando migliaia di persone senza farle lavorare».

È questo il reddito di cittadinanza made 'ndrangheta.

RC 23 giu 2018. Manifestazione per l'uccisione di SOUMAILA SACKO e in difesa diritti dei migranti che lavorano nel comparto agricolo. Uno dei tanti striscioni.
RC 23 giu 2018. Manifestazione per l'uccisione di SOUMAILA SACKO e in difesa diritti dei migranti che lavorano nel comparto agricolo. Uno dei tanti striscioni.

Testo e foto: Consoli Silvestro.

23 Giugno 2018