SERMONE APERTURA SINODO CHIESE VALDESI 2017
 

 Past. Fulvio Ferrario
 

 

  Riportiamo amplissimi stralci del Sermone di apertura del Sinodo valdese 2017 tenuto dal past. Fulvio Ferrario. In appendice il testo completo in formato pdf.

 

«Il nostro Signore e maestro Gesù Cristo, dicendo: “fate penitenza”, voleva che tutta la vita dei fedeli fosse una penitenza». ( … ) E' la prima delle famose 95 tesi di Lutero, in un certo senso la prima parola della Riforma.

 

«Fate penitenza», nella Bibbia usata da Lutero va meglio tradotto: «convertitevi!». Potremmo dunque riformulare, alla luce del testo biblico originale, la prima parola della Riforma così: il nostro Signore e maestro Gesù Cristo ha voluto che tutta la vita dei cristiani, tutto l'essere della chiesa fosse una conversione, cioè un cambiamento di rotta, una sterzata della vita, un nuovo orientamento.

 

Gesù invita a cambiare strada perché c'è una buona notizia, qualcosa di molto bello, al quale bisogna andare incontro immediatamente.

Ma di che cosa si tratta? Marco e gli altri evangeli lo dicono mediante una serie di racconti: persone disperate ricevono speranza; donne e uomini oppressi dalla colpa riprendono a camminare insieme ad altri; ammalati vengono guariti anche se è sabato; affamati condividono il poco che hanno e in tal modo scoprono un'abbondanza insospettata; esseri umani alienati, letteralmente fuori di sé, sono restituiti alla vita e alla società.

Questa è la realtà alla quale Gesù invita a «convertirsi». Sterzate, dice Gesù, e andate verso tutto questo, che si avvicina e che egli chiama «regno di Dio».

 

La vita di Gesù, la sua persona, la sua vicenda, sono totalmente identificate con questo evento di liberazione. Marco lo sa e sa anche che questo messaggio ( buono, lieto, meraviglioso, ma pericolosamente destabilizzante per alcuni ) è all'origine dell'assassinio di Gesù.

E sa che Dio stesso ha detto di sì a Gesù, una volta per tutte, che il messaggio di Gesù è veramente il messaggio di Dio, che è la verità.

Nella storia di Gesù Cristo incontriamo l'evangelo del regno, cioè la realtà di Dio stesso.

 

La Riforma ha testimoniato la realtà di Dio raccontando la storia di Gesù. Spesso lo ha fatto in modo incredibilmente sintetico, concentrando tutta questa storia in una sola parola per volta: croce; giustificazione; grazia; fede; o anche nella parola: «parola».

 

Per Gesù, per Marco, per la Riforma, Dio è realtà e solo per questo può anche essere pensato. E' un tu al quale noi ci rivolgiamo e che interviene.

 

L'evangelo è che Dio afferra l'essere umano come la Guardia Costiera salva i naufraghi. Dio è come Gesù, cioè buono. Per questo Lutero dice, sia pure in latino: convertitevi. Non a un pensiero, anche se giusto, ma a Dio, che è più reale della realtà contro la quale sbatti il muso. Qualcuno pensava, allora, che Dio potesse diventare veramente reale solo mediante la chiesa e il suo intervento. No. E' reale per conto suo.

La Riforma ha voluto dire una cosa soltanto: che nell'evangelo di Gesù Cristo, la realtà di Dio, Dio stesso, è vicino, che tu gli puoi parlare, che della sua presenza puoi vivere e alla sua presenza puoi anche provare a morire, appunto, da cristiano.

 

La chiesa della Riforma non ha altro da dire: racconta la realtà concretissima di Dio nella storia e nelle storie di Gesù, in mille modi e con mille immagini; racconta anche, perché no, altre storie che quella storia ha generato e che ne sono come parabole e che dicono che Gesù  buono e Dio è come lui.

 

Ma, si dice, la società secolare e pluralista non capisce questo linguaggio, che parla di Dio e di salvezza. Questo è il nostro alibi, il modo in cui tradiamo non solo la Riforma, ma Cristo. Non è la società che non capisce, siamo noi che non ci crediamo. Siamo noi che amiamo parlare di Dio come di una metafora, una suggestione, una motivazione, un'immagine, tutto tranne che una realtà, la realtà. Convertiamoci!

Convertitevi, convertiamoci. Ogni volta che una voce malvagia, dentro o fuori di noi, dice che è tutta una panzana; che la Parola sono solo parole e che Dio è solo un pensiero; che lo puoi chiamare come ti pare, tanto non ti risponde; ogni volta che questa voce ci dice che la realtà di Dio è astratta, mentre concreto sarebbe quello che facciamo noi; ogni volta che udiamo questo, convertiamoci, invertiamo la direzione. In Gesù, Dio è reale e vicino. Questo lo sa e può dirlo solo la chiesa, la comunità dei credenti; lo sa soltanto se lo vive; e se lo vive, nel fatto stesso di viverlo, lo annuncia con potenza. Per questo la chiesa esiste e per questo siamo qui.

 

Amen

 

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