PAOLO RICCA: LUTERO, RIFORMA, ECUMENISMO

 

 

Riportiamo il sunto di un’intervista concessa dal past. Paolo Ricca a Silvia Pettiti, apparsa sul Quaderno n. 9 – settembre 2017 – dell´Associazione "Ore Undici" relativamente al 500° della Riforma e al processo ecumenico odierno

 

Statua di Martin Lutero ad Eisleben, sua città natale,
Statua di Martin Lutero ad Eisleben, sua città natale,

Su Lutero e la Riforma.

 

La vendita delle indulgenze ha pesato ma non è stato il fattore fondamentale. Determinante è stato lo studio assiduo della Bibbia da parte di Lutero, lì è nata la Riforma. Lì Lutero ha visto che il Dio che veniva fuori non corrispondeva a quello che veniva predicato. Anche le 95 tesi sono un grido di allarme: la chiesa invece di portare le anime a Cristo le allontana con le sue dottrine e le sue pratiche.

 

Ricordiamo che Lutero era un monaco e ciò che ha animato e agitato tutta la sua vita è stato appunto l´evangelo. Lutero avrebbe anche accettato il papa se il papa avesse concesso che nella Chiesa si predicasse la grazia di Dio "incondizionata, immeritata e gratuita". Questo era per lui l´evangelo ed era "per" la Chiesa, non contro, ma da ciò sono nate le premesse per un nuovo modello di Chiesa. Lutero non è stato scomunicato perché era riformatore, è diventato riformatore perché è stato scomunicato.

 

Seguire Lutero era un rischio, era uno scomunicato, messo al bando dall´Impero, socialmente fuori legge per i criteri dell´epoca. Ciò non di meno mezza Europa gli è andata dietro, e questo ha creato un nuovo modello di Chiesa. Mentre la chiesa secolare scende dall´alto in basso, quella di Lutero nasce dal basso e crea una comunità, una struttura assembleare a partire dalla Parola predicata.

 

Papa Francesco si è recato a Lund ( Svezia ) per incontrare i responsabili della Chiesa Luterana ( 31 Ottobre 2015)
Papa Francesco si è recato a Lund ( Svezia ) per incontrare i responsabili della Chiesa Luterana ( 31 Ottobre 2015)

 

Sul rapporto ecumenico con la chiesa cattolica.

 

Le principali difficoltà, a parere del past. Ricca,  sono due:

 

a) il papato, cui la dottrina cattolica riconosce poteri "divini", che non sono accettabili né dagli ortodossi né dai protestanti;

 

b) il rapporto tra papa e concilio di tutte le chiese cristiane.

 

Sono problemi grossi, perché per modificare i poteri del papa bisogna che il papa stesso sia d´accordo. Solo lui può modificare il papato, perché la logica dell´istituzione papale è stata impostata in questo modo: lo può fare, ma nessuna altra istanza interna né tanto meno esterna alla Chiesa cattolica può nulla. L’interesse di questo papa rispetto a tutti gli altri, che erano convinti della centralità del papa rispetto al mondo, è che fa il papa senza esibire i suoi poteri di papa.

 

L´istituzione cristiana deve morire per salvarsi, altrimenti resterà una istituzione cattolica romana, che le altre chiese non potranno mai riconoscere come rilevante. Questo vorrebbe dire che il papa fino ad oggi ha servito la chiesa cattolica, ora si metta al servizio di tutta la chiesa. Possiamo ritenere che molti cattolici sarebbero d´accordo.

 

Ora affinchè si realizzi questa modifica occorre che l’istituzione papale muoia e risorga, diversamente non è possibile che si possa avere un rapporto positivo con le chiese protestanti e ortodosse.

 

Torino, chiesa valdese di corso Vittorio Emanuele II: Eugenio Bernardini ( moderatore della Tavola Valdese ) riceve la visita di Papa Bergoglio. [ 22 Giu 2015 ]
Torino, chiesa valdese di corso Vittorio Emanuele II: Eugenio Bernardini ( moderatore della Tavola Valdese ) riceve la visita di Papa Bergoglio. [ 22 Giu 2015 ]

 

Cenni biografici.

 

Il past emerito Paolo Ricca è nato a a Torre Pellice ( TO) il 19 gennaio 1936. Suo padre era anch’esso pastore valdese ( dal 1932 al 1950 ). Paolo fino all’età di 12 anni ha vissuto a Bobbio Pellice ( il padre era pastore della chiesa valdese di tale paese ). Ha poi vissuto due anni a Torre Pellice e poi, dal 1954, a Firenze. A Firenze frequentò il Liceo. Nel 1954 si iscrisse poi alla facoltà valdese di teologia, dove ebbe come professori personalità di calibro come Valdo Vinay, Vittorio Subilia, Giovanni Miegge. Dopo la laurea ha conseguito, guidato dal prof. Oscar Culmann, il dottorato nella facoltà di teologia di Basilea. A Basilea ebbe come docente anche il past. Karl Barth.

 

Dal 1976 al 2002 ha insegnato Storia della Chiesa e, per alcuni anni, Teologia Pratica presso la Facoltà Valdese di Teologia di Roma.

 

Ha insegnato anche nel Pontificio Ateneo Sant'Anselmo di Roma. È stato per 15 anni membro della Commissione Fede e Costituzione del Consiglio ecumenico delle Chiese con sede a Ginevra. Ha lavorato in diversi organismi ecumenici.

 

In Italia collabora regolarmente al lavoro Segretariato Attività Ecumeniche (SAE). È stato per due mandati presidente della Società Biblica in Italia. Nel febbraio del 1999 ha ricevuto un dottorato honoris causa in teologia dall'Università di Heidelberg e nel 2008 il «Predigtpreis - Kategorie Lebenswerk» del Verlag für die Deutsche Wirtschaft AG.

 

Dirige, per la casa editrice Claudiana di Torino la collana «Lutero. Opere scelte».

 

Il pastore Paolo Ricca
Il pastore Paolo Ricca

 

2017-101-10