Scheda esegetica su Levitico 18:22 e 20:13

 

Abstract: i testi del levitico appartengono al “codice di santità”, cioè a una sistema giuridico ( coerente con una concezione patriarcale nel rapporto uomo donna) che regolava la vita religiosa e civile dell’antico Israele. Era un sistema unitario che non ammetteva alcuna infrazione. Oggi, questo codice non solo è estraneo al nostro contesto culturale ma è anche estraneo ai valori del Cristianesimo ( non c’è più né Giudeo né Greco …. ).

 

Questa scheda esegetica è stata presentata dalla pastora Cristina Arcidiacono nel corso di un Seminario sul tema dell’omoaffettività svoltosi a Lentini il 10 marzo 2018.

 

I testi:

Levitico 18:22 “Non avrai con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna: è cosa abominevole”.

 

Levitico 20:13 “Se uno ha con un uomo relazioni sessuali come si hanno con una donna, tutti e due hanno commesso una cosa abominevole; dovranno essere messi a morte; il loro sangue ricadrà su di loro”.

 

Il codice di santità

I testi cui siamo di fronte sono di tipo giuridico e fanno parte della cosiddetta “Legge ( o codice ) di santità”. Il secondo dei due “codici di purità” ( Levitico Cap 11-16 e Cap 17-26 ) che regolavano la vita religiosa e civile dell’Israele antico.

Cronologicamente la forma attuale del Codice fu assunta nel VI secolo A.C. , epoca dell’esilio babilonese.

Il “ Codice di Santità” presenta una “visione ideale di una separazione assoluta fra Israele e ogni cosa impura, pronunciando sull’impurità un NO tanto definitivo da non poter essere realizzato, il più delle volte, se non recidendo dal popolo, ovvero sterminando quelli che si fossero contaminati” ( *)

 

Il testo quindi non è isolato, ma è inserito nel complesso sistema della purità e della santità ( qeduššah ) dell’Israele antico; tale sistema è ovviamente culturalmente condizionato. Israele si ritiene depositaria di particolari tradizioni religiose che è impegnata a difendere dalla contaminazione con gli altri popoli. Perciò si vuol mantenere rigorosamente separata dalle altre popolazioni ( nazioni, gentili, goym ) per difendere la propria identità nazionale e religiosa insieme.

 

Purità e impurità

Il sistema di purità di Israele non aveva a che fare con criteri morali, quanto con il concetto di pulizia in senso letterale, contrapposto alla sporcizia. L’impurità ( tum ‘ah) era quindi una condizione fisica oggettivamente intesa.

 

Il sistema della purità in Israele si basava su due principi ideali:

 

1) integrità e completezza;

2) non mescolanza  (**)

 

Il motivo del divieto dei rapporti sessuali tra maschi risiederebbe quindi ( pur non essendo spiegato esplicitamente nel Levitico ) nella mescolanza dei ruoli maschile e femminile fortemente distinti nella famiglia patriarcale. Infatti si proibiscono le relazioni carnali ( sessuali ) di un uomo con un altro uomo che si comporta “come una donna”. Inoltre è abbastanza plausibile l’idea che tali rapporti fossero stigmatizzati in quanto non finalizzati alla procreazione.

 

Lo scopo di tale divieto è quindi il mantenimento da una parte della distinzione etnica/nazionalista/religiosa di Israele rispetto ai popoli circonvicini; dall’altra della differenza sessuale tra uomo e donna utile a mantenere il dominio patriarcale sulla famiglia e sulla società.

 

Conclusioni.

In estrema sintesi, da questi dati discendono alcune conseguenze:

 

a) la differenza profonda del nostro attuale contesto culturale da quello dell’antico Israele non ci consente di applicare queste norme perché dopo CRISTO “non c’è qui né Giudeo, né Greco, non c’è schiavo né libero; non c’è né maschio né femmina” ( Galati 3:28)

 

b) non è metodologicamente coerente accettare come prescrittiva questa specifica norma e non anche tutte le altre del “Codice di santità”, perché trattandosi di un sistema unitario le regole avevano tutte lo stesso valore e dovevano essere osservate nella loro totalità o completamente rifiutate ( cfr. Galati 5:3 “ogni uomo che si fa circoncidere è obbligato ad osservare tutta la legge”)

 

c) non è possibile accettare una norma che presuppone e difende un sistema sociale eterosessista e patriarcale basato su una valutazione di discriminazione ( ovvero disprezzo) delle donne, della loro sessualità e della loro dignità di persone.

 

 

 

(*) W. Countryman “Sesso e morale nella Bibbia”, Claudiana (TO), 1998 pag. 35

 

 

 

(**)

 

Per un’illustrazione ampia dei due principi vedi: W. Countryman “Sesso e morale nella Bibbia”, Claudiana (TO), 1998 pag. 36-38; Mary Douglas “Purezza e pericolo” Il Mulino ( Bologna), 1993, 2° edizione

 

 

 

2018-03-13