DISUGUAGLIANZE ECONOMICHE: ALCUNE CONSEGUENZE

 
 

 

Scrive Joseph Stiglitz ( premio Nobel per l’economia ), su Repubblica del 16 Gennaio 2017, che negli ultimi anni i leader del mondo economico – incontrandosi nel consueto appuntamento di Davos del World Economic Forum ( quest’anno sarà il 17 Gennaio ) – hanno convenuto che uno dei maggiori rischi per l’economia mondiale è il fenomeno della disuguaglianza economica: se i cittadini non hanno reddito, e perdono progressivamente potere di acquisto, i produttori, le multinazionali, le corporation non hanno modo di crescere e prosperare. Il FMI concorda su questo giudizio e fa notare che l’economia funziona meglio nei paesi dove sono minori le disuguaglianze.

 

Sulle pagine dello stesso giornale sono pubblicati sunti del rapporto di Oxfam e di Forbes.

Forbes pubblica i nomi degli 8 super-ricchi della Terra: ebbene l’insieme delle ricchezze possedute da questi otto personaggi è uguale alla somma della ricchezze possedute dalla metà della popolazione mondiale ( 3,6 miliardi ).

È significativo il fatto che questa disuguaglianza aumenta sempre più a causa del fatto che multinazionali e super-ricchi sono capaci di eludere ed evadere le tasse, massimizzare i profitti, comprimere i salari e gli stipendi dei sottoposti. Inoltre le multinazionali e i super ricchi sono capaci di fare approvare leggi a loro misura ( capitalismo clienterale ).

Secondo Stiglitz – riassumiamo le sue argomentazioni – l’aumento progressivo, e manifesto, delle disuguaglianze produrrà una ribellione delle masse popolari. A tal riguardo, a suo parere, l’evento Brexit e l’ascesa di Trump sono forse un indizio che la ribellione è già cominciata: una ribellione al sistema politico in quel momento al governo, ovvero un voto antisistema.

 

Riassumiamo le tre ricette proposte nel citato articolo da Stiglitz con l’invito a leggere l’articolo completo.

 

a) le corporation paghino la giusta dose di tasse, rifiutando paradisi fiscali o tassazioni agevolate;

 

b) trattare i propri dipendenti in modo dignitoso;

 

c) investire maggiormente gli utili aziendali nel futuro delle aziende ( condizione necessaria affnchè nel futuro ci sia lavoro ) piuttosto che nella rimunerazione degli azionisti. Fa qualche esempio significativo: in GB negli anni ’70 agli azionisti andava il 10% degli utili, oggi invece va a loro il 70%.

 

Infine riportiamo la sintesi del rapporto Oxfam 2017 così come riportato da Internazionale:

 

 

 

- dal 2015, l’1 per cento della popolazione possiede la maggior parte della ricchezza mondiale.

 

- al momento otto uomini possiedono il corrispettivo della ricchezza del 50 per cento della popolazione mondiale.

 

Ecco gli otto miliardari:

 

Bill Gates (75 miliardi di dollari);

 

Amancio Ortega (67 miliardi di dollari);

 

Warren Buffett (60,8 miliardi di dollari);

 

Carlos Slim Helu (50 miliardi di dollari);

 

Jeff Bezos (45,2 miliardi di dollari);

 

Mark Zuckerberg (44,6 miliardi di dollari);

 

Larry Ellison (43,6 miliardi di dollari);

 

Michael Bloomberg (40 miliardi di dollari).

 

- l’amministratore delegato di una delle cento aziende più grandi quotate in borsa a Londra guadagna in un anno quanto diecimila lavoratori di una fabbrica tessile del Bangladesh.

 

- una ricerca dell’economista Thomas Piketty mostra che negli ultimi trent’anni la crescita dei salari del 50 per cento della popolazione mondiale è stata pari a zero, mentre quella dell’1 per cento della popolazione mondiale è aumentata del 300 per cento.

 

- in Vietnam l’uomo più ricco guadagna in un giorno di più di quello che la persona più povera guadagna in dieci anni.