L’8 marzo della Chiesa, festa delle “casalinghe di Cristo”

 

di Fabrizio D'Esposito

 

 in “il Fatto Quotidiano” del 6 marzo 2017

 

Fu una donna, Maria di Magdala, la prima ad annunciare la resurrezione di Cristo. Arrivò al sepolcro prima dell’alba e prima di due apostoli maschi, Giovanni, il più amato, e Pietro, cui Gesù aveva consegnato le chiavi della Chiesa e del Paradiso.

 

Osserva Giancarla Codrignani nel suo ultimo libro, Tacete! Ma davvero? Se le donne potessero predicare (Il Pozzo di Giacobbe, 105 pagine, 10): “Le donne, teologhe e monache comprese, sono ancora stupite: non si rendono bene conto, neppure avendo letto e studiato secoli di ermeneutica, come mai non sia stato accettato dalla storia il ‘ministero mariano’, almeno analogo a quello petrino”. Mariano, in riferimento a Maria di Magdala. Appunto.

 

Già parlamentare della Sinistra Indipendente, docente e giornalista nonché femminista e cattolica in un ampio senso laico, Codrignani nel suo saggio tratteggia numerosi e acuti spunti sulla sottomissione femminile nella Chiesa, imprigionata a suo tempo da un’interpretazione paolina a suo avviso “non coerente con il pensiero del Maestro”. Di qui la lettura “maschia” della Bibbia e il trionfo di una Chiesa patriarcale. E ancora una volta esce fuori l’inclinazione tradizionalista del clero, meglio di “una Parola clericalizzata” che ha prediletto le donne “casalinghe di Cristo”, destinate solo a fare ricami per l’altare anziché predicare, nonostante le storiche aperture del Concilio Vaticano II.

 

Il volumetto di Codrignani è più che mai attuale alla vigilia dell’otto marzo, festa delle donne. Proprio quel giorno, mercoledì prossimo, si terrà a Roma, nella sala della Chiesa Valdese, un confronto tra teologhe cattoliche e protestanti sul tema “Di che genere è Dio?”: