“Love Sea Watch”

 

storia di un approdo

 

«Benvenuti a tutti e a tutte, le chiese Battista e Valdese di Catania sono felici di ospitare l’equipaggio della Si-Uoc»: così dice ad alta voce il piccolo Francesco – quasi dieci anni di età – dal palco della biblioteca-teatro della Chiesa valdese di Catania, con in mano un foglietto dove sono scritte le parole che ha appena pronunciate.

Quel giorno – è il 17 febbraio 2019 - le due chiese sono riunite per un’agape sorerna/fraterna: si ricorda l’evento delle lettere Patenti del 1848 e si festeggia quella che oggi è la festa della libertà.

da sx a dx: Patrizia Maltese, Silvia Rapisarda, Serena Maiorana
da sx a dx: Patrizia Maltese, Silvia Rapisarda, Serena Maiorana

Nella sala sono presenti - ospiti eccezionali – vari membri dell’equipaggio della Sea Watch 3, cioè di quella nave ormeggiata nel porto di Catania con a bordo 47 migranti: sono stati salvati dalle acque del Mediterraneo ma ora non possono sbarcare a causa di una volontà politica armata di populismo e cavilli burocratici.

Sono presenti, anche, alcuni ospiti della casa di accoglienza “Granello di Senape”.

Dopo la condivisione del cibo si organizza un briefing nel corso del quale l’equipaggio viene “intervistato” dai presenti, traduce Silvia Rapisarda.

Tante e varie domande; Serena Maiorana è presente a questo evento: i suoi appunti rappresentano il seme che crescendo sfocia – con il contributo della giornalista Patrizia Maltese, ulteriori incontri con l’equipaggio della Sea Watch 3, visita a questa nave– in una narrazione.

È nato così “Love Sea Watch, storia di una approdo”, pubblicato per i tipi di Villaggio Maori Edizioni.

da sx a dx: Patrizia Maltese, Silvia Rapisarda, Serena Maiorana
da sx a dx: Patrizia Maltese, Silvia Rapisarda, Serena Maiorana

Questo testo è stato presentato alla città di Catania mercoledì 27 novembre presso "Ostello degli Elefanti”. A fare da presentatrice e intervistatrice è stata Silvia Rapisarda, pastora delle chiese Battista e Valdese di Catania.

 

Nel corso della presentazione sono stati letti brani scelti del libro; sono stati delineati alcuni punti focali non solo della vicenda della Sea Watch 3 – e della macchina del fango sapientemente organizzata contro le ONG – ma anche della situazione al contorno. Quindi della politica attuale delle migrazioni, delle aggressioni contro chiunque provi a proporre modelli di intervento dignitosi ( ricerca, salvataggio, accoglienza, sensibilizzazione ) e delle iniziative di resistenza civile che si sono messe in moto nel Paese, spesso innescando un circolo virtuoso che rischia di non avere il giusto riscontro mediatico.

Il volume contiene, in appendice, un contributo giuridico “gli obblighi di soccorso in mare” del professore Fulvio Vassallo Paleologo dell’Università di Palermo.

Il volume perciò – nel suo complesso - permette di mettere a fuoco la situazione di un paese in preda a paure e rancori, persino invidie e gelosie, incapace di praticare il vocabolario delle buone azioni, diffidente nei confronti di chi fa il bene. Insomma, un paese nel quale si è pervenuti al rovesciamento completo dell’etica del senso comune e del diritto. Così salvare vite umane è diventato un crimine.

È doveroso ricordare che mentre redigiamo queste note il nuovo governo non è stato ancora in grado di modificare i due decreti sicurezza. Continuano ancora, inesorabilmente, le tragedie di gommoni, barconi che affondano nel canale di Sicilia. Dati UNHCR, dal 1 gennaio al 28 novembre 2019 sono approdati in Italia 10.565 migranti [ 10.707 secondo il Ministero dell’Interno]; mentre i morti vengono stimati in 1.148.

Il libro scritto da Serena e Patrizia è utile quindi a tenere ancora più desta la nostra attenzione, a suscitare/accrescere la nostra empatia verso questi nostri fratelli / nostre sorelle che rischiano la loro vita per un futuro migliore e verso questi volontari che in queste navi di ONG si prodigano per evitare le tragedie del mare. Tali argomenti sono sorti durante il dibattito, non ultimo i riferimenti biblici sul dovere dell’ospitalità.

 

dibattito: intevento di Salvatore Rapisarda ( past emerito battista )
dibattito: intevento di Salvatore Rapisarda ( past emerito battista )

Le nostre chiese BV di Catania sono state molto vicine alla Sea Watch 3; sono vicine – anche con attività di diaconia - al mondo dei migranti; sono consapevoli della loro vocazione ma anche della loro debolezza. Per questo si appellano incessantemente al Cristo affinchè la loro fede sia rafforzata e affinché le genti, mercè la predicazione del Vangelo, ubbidiscano alla Parola di Dio.

 

 

2019-11-29 Consoli Silvestro   ( foto dell’autore )